Una settimana fa ero in treno verso Trento, oggi vi racconto il weekend di Vinifera 2025 “trame di territorio, intrecci di vite” 

Vinifera per l’Associazione Centrifuga è “un luogo dove fermarsi, ascoltare, fare domande. Dove ogni scelta sostiene un atto agricolo e diventa un atto di cura” 

Dove “esiste un filo invisibile che lega tutto. Si srotola tra le mani di chi lavora la vigna, impasta il pane, raccoglie mieli, crea formaggi, scolpisce il legno. E quello stesso gesto, antico e ostinato, ripetuto eppure mai uguale, tiene insieme il vino, il cibo e l’artigianato. A Vinifera questo filo si vede, si tocca, si beve”. 

Così si legge nell’introduzione della guida di Vinifera 2025 e così è stato. Anche quest’anno, con più vignaioli, gli ospiti dalle Isole Minori e tanto artigianato.  

Due giorni di confronto, assaggio, scoperte, acquisti e sorrisi. Produttori artigiani Vinifera 2025

L’allestimento di Vinifera 2025

Il meteo stavolta non ha aiutato e ha stravolto l’organizzazione dell’evento. A TrentoExpo abbiamo trovato gli artigiani al piano terra, dove in passato c’erano i banchi di assaggio dei vignaioli.  

E i vignaioli sono stati spostati al piano interrato, meno luminoso e meno areato.

Forse sono stati un po’ penalizzati, ma pensandoci con calma lo sarebbero stati di più gli artigiani in quella posizione. 

Le mappe erano esposte in diversi punti e presenti nella guida cartacea, solo a casa però ho realizzato la differenza rispetto alla disposizione originale prevista.

Sulla guida infatti c’è la piantina con i vignaioli al piano terra, artigiani e zona food all’esterno. 

Nonostante l’imprevisto, l’organizzazione ha gestito bene il riassetto. Vignaioli Vinifera 2025

Area Talk Vinifera 2025Diverse le zone dedicate all’arte, al relax e ai talk.

Al piano inferiore erano esposte le illustrazioni del contest The Wine Spirit.

Erano presenti anche le postazioni per associazioni come Greenpeace e Medici Senza Frontiere, mentre tutte le attività benefiche di Vinifera 2025 hanno supportato Casa Shalom, una struttura di accoglienza notturna.  

Molto apprezzato il nuovo guardaroba solidale e l’opzione di personalizzare un proprio capo di abbigliamento con il logo di Vinifera, iniziativa perfettamente in linea con la sostenibilità dell’evento, riconosciuto tra gli Eco Eventi del Trentino.  

Tutte le masterclass previste sono state confermate, registrando un’ottima partecipazione e sold out di ingressi per la giornata di sabato. Illustrazioni contest The Wine Spirit Vinifera 2025Guardaroba solidale Vinifera 2025

Gli artigiani di Vinifera 2025 

Circa 50 artigiani e produttori hanno partecipato a questa edizione, offrendo una vasta gamma di prodotti.

Tessili, ceramiche, pane, sidri, miele, confetture, formaggi e ancora funghi shitaki, verdure fermentate, infusi, cosmesi sostenibile e alternative plastic free per la casa e le pulizie. Artigiani Vinifera 2025 Artigiani del cibo Vinifera 2025 Alternative sostenibili alla plastica per le pulizie - Vinifera 2025

Molto interessante la proposta di formaggi vegetali Aviva di Rovereto.

Solo anacardi biologici, acqua, probiotici e sale, con varianti che prevedono l’aggiunta di muffe nobili, spezie o erbe aromatiche.  

Niente conservanti, niente coloranti e poco Olio di Cocco. 

Anche la Mozzabella, alternativa vegetale alla mozzarella, mi ha sorpresa per la sua consistenza filante in cottura e il sapore delicato. Formaggi vegetali Aviva da anacardi biologici - Vinifera 2025 Formaggi vegetali Aviva da anacardi biologici

Da segnalare p’Huerto Escondido, un “orto nascosto” biologico di montagna a 1300 metri in Val dei Mocheni, con fiori, erbe spontanee, confetture e alimenti rifermentati.  

Molto interessante anche la linea di cosmesi sostenibile, con packaging in vetro o alluminio con creme viso, creme mani, balsamo labbra e unguenti a base di Calendula.

La crema mani è tornata a Riccione con me.  p'Huerto Escondido - artigiani Vinifera 2025 Cosmetici in vetro e in alluminio p'Huerto Escondido - artigiani Vinifera 2025

Le bevande analcoliche Feral

Tra le novità più chiacchierate le bevande fermentate Feral. Complice la curiosità creata sui social e l’argomento attuale del no Alcool. 

Startup trentina, che al momento propone 4 bevande analcoliche fermentate da barbabietola. Fermentazione lattica valorizzata dalla macerazione con diverse spezie, radici e legni, che non dà bevande né frizzanti, né dolci. 

  • N°1 – Barbabietola bianca, Luppolo, Pepe di Szechuan 
  • N°2 – Barbabietola bianca, Zenzero, Pepe Garofanato, Bacche di Ginepro 
  • N°3 – Barbabietola rossa, Mirtillo Selvatico, Pepe, Timo, Rovere 
  • N°4 – Barbabietola rossa, Mirtillo Selvatico, Lavanda, Bacche di Ginepro 

Per quanto mi riguarda inaspettatamente intensi. Pieni di gusto, persistenti e molto speziati.Feral bevande analcoliche fermentate da barbabietola - Vinifera 2025

Davvero wild, come feral vuole, visto che “feral” significa “libero, selvaggio: in particolare di un animale o una pianta addomesticati che sono tornati allo stato selvatico”. 

Un assaggio che rimane nella mente, che però rischia di stufarmi dopo qualche sorso.  

Per me più una proposta pre dessert o per un drink particolare, che un’alternativa a tutto pasto. Intriganti per gli amanti degli infusi botanici, delle spezie, della mixology e forse per chi non beve vino. 

Se vi capita l’occasione provate le bevande Feral, perché sono sicuramente un bel progetto, un gusto nuovo, che merita un assaggio e può aprire le porte a nuove idee creative.  

I vignaioli di Vinifera 2025 – Le mie degustazioni

Quest’anno il numero di vignaioli ha superato i 100, la più ampia partecipazione di sempre. Ho avuto modo di rivedere produttori già noti e di scoprire nuove realtà.  

Tra i bianchi il Sylvaner Hautnah 2019 di Garlider, che non avevo ancora provato, è stato uno dei più piacevoli. È stato bello degustare dopo tempo i vini di Christian Kerschbaumer e rincontrarlo.  

Ho recuperato i liguri Vermentino e Lumassina di Terrazze Singhie, rimasti in sospeso da Fornovo. Lumassina recuperata da un vitigno centenario circondata da boschi.

Non assaggi che mi hanno fatta innamorare, ma una proposta legata al territorio, che ha portato anche un nuovo progetto di collaborazione, per dimostrare nel calice la differenza data da terreni diversi. 

Confronti sempre affascinanti, che fissano quelli che a volte sono solo concetti. Garlider a Vinifera 2025 Vini Terrazze Singhie a Vinifera 2025 Vigneto di lumassina Terrazze Singhie

Bianchi e rossi in Alto Adige

Finalmente ho provato i vini della cantina Seppi, che ho trovato davvero eleganti, coerenti e di qualità. E anche il Blatterle di Rielinger, che non ero riuscita a sentire lo scorso maggio ad AffinaMENTI, altro evento dell’Associazione Centrifuga. 

Caricato di aspettativa forse, però uno di quei vitigni rari che mi amo provare. Vini Seppi a Vinifera 2025Rielinger a Vinifera 2025

E poi da Hochklaus, che mi aveva colpita dal sito per un bel concetto di minimalismo strettamente legato alla natura, anticipata nel mio giro di assaggi, perché consigliata anche sul momento da un sommelier winelover già incontrato in passato. 

Klaus Schroffenegger giovane vignaiolo formato all’estero mira alla genuinità, confidando nella natura credendo nel “Meno è essenziale”. Bei vini che in alcuni casi hanno ancora strada da fare, però sono già sulla giusta direzione. Mi è piaciuto molto il rosso da Schiava vinificato e macerato con il 25% di grappoli interi. Un bel progetto di cui seguire l’evoluzione. 

Etichetta unica con doppia valenza. Non ci sono etichetta e retro, ma è solo una, con un’unica illustrazione per tutti i vini, cambia solo la descrizione accanto.  

Niente classica capsula, ma fascetta di carta più sostenibile. Hochklaus a Vinifera 2025 Vini Tröpfltalhof a Vinifera 2025

Stessa scelta anche per alcuni vini di Tröpfltalhof, altra cantina che crede nel minimalismo dal vigneto alla bottiglia. Certificata biologica Demeter sul Lago di Caldaro, con 3 piccoli vigneti in 3 luoghi diversi.  

Stavolta sono riuscita a incontrare il vignaiolo Andreas Dichristin e la sua presenza ha dato un quid in più alla degustazione. Sono contenta di aver assaggiato anche i rossi, cosa che a Vinifera 2022 non avevo fatto. Da provare il Cabernet Sauvignon, Bärleitn, senza legno, in anfora.  

Restando in Alto Adige molto interessante anche la proposta biologica e biodinamica Widum Baumann, a 1048 metri di altitudine, che mi è stata consigliata a un altro banco di assaggio.Vidum Baumann a Vinifera 2025

L’azienda Widum Baumann gestisce il maso in cui si trova in modo sostenibile, completamente autosufficiente, con acqua e legna propria ed elettricità indipendente.  

Thomas Widmann produttore appassionato e disponibile, che ci ha deliziati anche con il mio amato Schüttelbrot e lo speck di sua produzione, solo privata. 

Pinot Bianco e Offweiss da vigna mista con 5 varietà, per i bianchi, elegante Pinot Nero e Lagrein a diversi stadi, che hanno dato l’idea dal percorso e dell’intenzione dietro ai vini Baumann, per i rossi.

Difficile scegliere il preferito.

I PIWI di Vinifera 2025 e altri assaggi 

A Vinifera 2025 tanti vini da vitigni resistenti PIWI e parecchi che non avevo ancora mai degustato. Così ne ho approfittato per inserirne alcuni nella mia solita lista guida di degustazioni.  

Due proposte di Solaris d’altitudine attorno ai 1000 metri con VenticinqueDieci dell’Azienda Agricola Calliari Maria Rita e Idòl di Alpi dell’Adamello. Solaris VenticinqueDieci Azienda Agricola CalliariIdòl Alpi dell'Adamello - Vinifera 2025

Sempre Solaris anche per Laste Rosse, cantina trentina, una delle poche aziende produttrici di Groppello. Autoctono rosso trentino recuperato, in versione ferma e Metodo Classico, super verticale in pieno mio gusto. Più del Solaris in questo caso.  

Stessa cosa da Le Driadi, che avevo segnato per il Tilamóre da Bronner e invece mi ha convinta più con i rossi. Siamo in Lombardia, a Pontida, su terreni argillosi calcarei caratterizzati dal flysh.

Il mio assaggio preferito tra quelli fatti il Così è se vi pare, un blend di Merlot, Cabernet Franc, Barbera e Moscato Rosso dalla vigna di Pomarolo sul Sass del Luna. Un vino affinato in anfora e barrique che o si ama o si odia e io l’ho amato. Vini Laste Rosse a Vinifera 2025 Vini Le Driadi a Vinifera 2025

Altra cantina con una proposta PIWI, la trentina Filanda de Boron a Tione di Trento. Che non conoscevo e in realtà è una delle pioniere nell’ambito della vinificazione dei vitigni resistenti.

Solaris Dedit con fermentazione spontanea in barrique di acacia e orange Tre da Souvignier Gris 10 mesi in anfora, i vini in assaggio.  

Bella la disponibilità, incontro e vini piacevoli.

Tra l’altro Filanda de Boron è un’azienda agricola con ristorante, che produce anche olio in diverse zone d’Italia e sottoli. In linea con il mix di Vinifera. Vini da vitigni resistenti PIWI Filanda de Boron a Vinifera 2025 Filanda de Boron a Vinifera 2025

Altro Orange da Souvignier Gris già citato poco fa, l’Amber di Pietramatta, l’unico mio riassaggio di questa fiera.  

Sempre da Souvignier Gris l’Obsistens della cantina altoatesina Stachlburg con macerazione fermentativa di 5 giorni in acciaio, fermentazione alcolica che poi prosegue e termina in barrique di 3° passaggio.  

Convegno PIWI con degustazione

A tema PIWI il convegno delle 10:30 di domenica mattina a cui ho partecipato.

In cui Thomas Niedermayr, Alessandro Sala, Silvano Clementi e Michele Dalto si sono confrontati con Antonio Gottardi sui vitigni resistenti come scelta nell’oggi e nel futuro. Sala masterclass Vinifera TrentoExpo Convegno PIWI Vinifera 2025

A seguire una degustazione all’entrata del piano terra gestita da Antonio Gottardi ,Presidente di PIWI Trentino. 

I vini in degustazione: 

  • il Take it easy di Cantina La-Vis da Bronner e Souvignier Gris. Bottiglia trasparente con una velina colorata come incarto. Un invito a stare sereni e a dare il giusto peso alle cose con un vino fresco di facile beva 
  • due vini di Cantina Sartori, il Diadema da Solaris e l’Athol da Souvignier Gris
  • campionatura di vini austriaci premiati, parte di PIWI International 
  • delle microvinificazioni di nuove varietà resistenti di Vivai Viticoli Trentini, gestite dalla Fondazione Edmund Mach. Un extra, che mi ha fatto piacere scoprire, tra differenze e nuove possibilità. 

Degustazioni vini PIWI Austria post convegno Vinifera 2025 Take it easy Cantina La Vis - Degustazione post convegno PIWI Vinifera 2025 Microvinificazioni nuove varietà resistenti di Vivai Viticoli Trentini gestite da Fondazione Edmund Mach Microvinificazioni nuove varietà resistenti di Vivai Viticoli Trentini gestite da Fondazione Edmund MachDopo la degustazione ne ho approfittato per assaggiare il Madresál rifermentato da Bronner della cantina Mike Dalto, una di quelle che crede nei PIWI in terra veneta, come raccontato da Michele durante il convegno.  

Una buona freschezza che temevo mancasse, in assaggio anche il Madresál Black limited edition Vintage 2021, 30 mesi sui lieviti.   

Ploder Rosenberg la mia scoperta di Vinifera 2025

Se la proposta austrica post masterclass è stata in linea con il gusto oltralpe con residui zuccherini piuttosto alti e sapori in generale non troppo intensi, tra i banchi di assaggio ho trovato un’altra Austria.  

Da Ploder Rosenberg, quella che definirei la mia scoperta inaspettata di Vinifera 2025. Azienda Agricola austriaca a conduzione familiare, biodinamica certificata Demeter dal 2006. 

Vini minerali dai suoli vulcanici del Rosenberg, regione vulcanica della Stiria, con lunghe macerazioni.

Vitigni PIWI e internazionali. Internazionali nei vini Linea, due cuvée base Vivas aromatica e Cara non aromatica.Vini Ploder Rosenberg a Vinifera 2025 Vini Ploder Rosenberg a Vinifera 2025

Altri due gruppi di vini: i 4 Elementi con Aero, Feiro, Maro, Tero in anfora e i 3 colori, Blanca, Ro’za e Ruga, dove Ro’za è una cuvée di bianco e rosso nella stessa vigna.  

Una ventina di vini, dai Pet Nat Luno e Suno a un solo rosso, il Ruga appunto, da Cerason, vitigno che non avevo mai sentito prima.  

Una proposta autentica, per i diversi vini che ho assaggiato quasi completamente nelle mie corde, in più Manuel, terza generazione di Ploner Rosenberg è stato super disponibile e mi ha accompagnata in una degustazione che ricorderò.  

Vi segnalo la festa in cantina del 21 giugno, che organizzano ogni anno. Se fossi più vicina non ci penserei due volte!Ploder Rosenberg a Vinifera 2025 Festa annuale Ploder Rosenberg 21 giugno

Le Isole Minori ospiti in conclusione

Ospiti speciali le Isole Minori del Mediterraneo, di cui ho degustato solo qualche passito sul finire della giornata di sabato.  

Zhabib, Grillo Passito della cantina Hibiscus di Ustica di cui alla prossima occasione voglio degustare anche i bianchi.

E Cristino da Aleatico di La Piana, cantina dell’Isola di Capraia.

Proprio qui una sorpresa, che mi è stata gentilmente segnalata da un visitatore che mi stava dando il cambio al banco di assaggio.Vini Hibiscus a Vinifera 2025 Vini La Piana a Vinifera 2025 Formaggi di capra dell'isola di Capraia Il Saracello a Vinifera 2025

Due formaggi di capra dell’Azienda Agricola Il Saracello, che nel 2020 si è aggiudicata l’Awards Gold al World Cheese Awards 2019-2020 con il suo Mursa.  

Entrambi ancora non nella perfetta forma di vendita, perché uno deve diventare più morbido e l’altro più duro.

Ugualmente un bell’esempio dei formaggi di capra dell’Isola di Capraia da portare a Vinifera, che hanno accompagnato benissimo il mio assaggio di Passito rosso da Aleatico.

Conclusione in piena dolcezza con il Passito di Pantelleria Ferrandes da vecchie viti ad alberello in conche anti vento, con tanto di assaggio di uva Zibibbo appassita. Passito di Pantelleria Ferrandes a Vinifera 2025

Nuove cantine aggiunte alle mie degustazioni, anche se sicuramente ho lasciato nomi che meritavano. Come la cantina vincitrice del premio “La Picca d’oro” 2025, Slavcek.

Ne ho già alcune da approfondire di cui stavolta ho degustato qualcosa, che non vi ho citato oggi. E che magari ritroveremo.  

Come nel 2022 bilancio super positivo, grande disponibilità da parte dei produttori, clima informale e allo stesso tempo alta qualità dei vini. Il sold out di sabato si è percepito nel pomeriggio, ma nulla che abbia complicato le degustazioni. Vignaioli Vinifera 2025 Vignaioli Vinifera 2025

L’Associazione Centrifuga seleziona le cantine “per la coerenza delle loro scelte, per la loro capacità di ascoltare il suolo, per la volontà di preservare la biodiversità locale, per le loro mani che conoscono la pazienza e la fatica” e si nota. 

Il gusto personale fa sempre la sua parte, ma selezione e ricerca a monte sono ottime.

Ho apprezzato anche la presenza maggiore degli artigiani e la proposta food più variegata e organizzata. Prossima tappa a Trento Black Sheep Raw in via Belenzani per provare qualche specialità vegetale direttamente da loro.  

Anche stavolta è stato un piacere tornare nella città in cui sono cresciuta e farlo per Vinifera.

Spero che questo racconto vi sia utile per un’ipotetica presenza a Vinifera 2026.  

Come sempre ringrazio vignaioli e artigiani che mi hanno accolta e l’organizzazione per l’accredito stampa.  

Se avete partecipato o conoscete le realtà presenti in questo articolo ditemi la vostra nei commenti. Guida cartacea Vinifera 2025

Per continuare insieme il viaggio nel mondo del vino di Vinifera, leggete anche: 

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A presto   

Lara – In vino venustas

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